Diritti bioculturali e conservazione degli ecosistemi il formante tradizionale nella governance delle aree protette nel Maghreb

Authors: Carla Piffer e Maria Chiara Locchi

ABSTRACT

(ITA)
Le aree protette rappresentano uno strumento essenziale per la tutela ambientale e la conservazione della biodiversità a livello globale. Tuttavia, l’approccio tradizionale alla creazione e alla gestione delle aree protette, spesso centralizzato e naturo-centrico, ha mostrato limiti rilevanti sia in termini di efficacia che di equità per le comunità locali. Il presente studio esplora il concetto di “diritti bioculturali” come alternativa a tale approccio: enfatizzando l’interdipendenza tra diversità biologica e culturale, l’obiettivo del paradigma bioculturale diventa promuovere strategie che integrino il sapere locale, le pratiche tradizionali e i diritti delle comunità autoctone nella gestione sostenibile del territorio. Da una prospettiva giuridica – e, in particolare, del diritto comparato – la questione può essere indagata nel senso di comprendere se e in che modo il formante tradizionale (con riferimento tanto al diritto religioso quanto alla commistione di pratiche e istituti consuetudinari e più propriamente confessionali) contribuisca alla produzione del diritto volto alla conservazione degli ecosistemi. L’analisi si concentra sui paesi del Maghreb come caso di studio della tensione tra, da un lato, un approccio alla tutela ambientale largamente dominato dai modelli occidentali e incentrato sul concetto mainstream di sviluppo sostenibile e, dall’altro lato, spinte al recupero di istituti giuridici e pratiche agro-sociali di natura religiosa e consuetudinaria (quali il waqf ambientale, la pratica socio-ecologica dell’ḥima/agdal e l’oasi come modello ancestrale di sviluppo sostenibile bioculturale).

(EN)
Protected areas represent an essential tool for environmental protection and biodiversity conservation at a global level. However, the traditional approach to the establishment and governance of protected areas – often centralized and nature-centric – has demonstrated significant limitations in terms of both effectiveness and equity for local communities. This study explores the concept of “biocultural rights” as an alternative to this approach: by emphasizing the interdependence between biological and cultural diversity, the biocultural paradigm seeks to promote strategies that integrate local knowledge, traditional practices, and the rights of indigenous communities into sustainable land management. From a legal perspective – and, more specifically, within the framework of comparative law – the issue can be examined in terms of understanding whether and how the traditional legal formant (with reference both to religious law and the interplay of customary and explicitly religious legal institutions) contributes to the development of the law aimed at ecosystem conservation. The analysis focuses on the Maghreb region as a case study of the tensions between, on the one hand, an environmental protection approach largely dominated by Western models and centered on the mainstream concept of sustainable development, and, on the other hand, efforts to revive legal institutions and agro-social practices of religious and customary origin. These include environmental waqf, the socio-ecological practice of ḥima/agdal, and the oasis as an ancestral model of biocultural sustainable development.

Keywords:

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